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  • Nicolò Govoni

Terremoto a Samos

È con il cuore spezzato che vi mostro la realtà di Mazì, oggi. Speravo che il terremoto avesse causato solo danni superficiali, e invece la nostra prima Scuola è in rovina. È con infinita amarezza che vi comunico che Mazì resterà chiusa fino a data da definirsi.

Mazì doveva riaprire domani. Domani. Dopo un mese di lockdown al campo, la nostra bellissima Scuola doveva riaprire domani. E ora è tutta rotta. Mi viene da piangere, e io piango molto di rado.


Non sappiamo quando potremo ricostruire, figurarsi riaprire i battenti. Questa Scuola è l’unico, l’unico porto sicuro per centinaia di bambini profughi a Samos, e ora che il COVID aveva finalmente allentato la sua morsa, ecco che arriva il terremoto.


Cosa diavolo sta accadendo quest’anno? Queste persone soffrono da anni - alcune da tutta la vita. C’era proprio bisogno di penalizzarle ulteriormente?



Mi piacerebbe lanciare una raccolta fondi, mi farebbe sentire meno impotente. Ma non posso. Non conosciamo l’entità dei danni. Il Team non può nemmeno entrare a Mazì, non è sicuro. Domani il governo manda degli ingegneri civili a Samos, ma non sappiamo quando riusciranno a visitare il nostro edificio. L’intera città è nelle stesse condizioni. Chi può se n’è andato. Il nostro Team dormirà in tenda di nuovo stanotte.


Per favore, 2020, dacci una tregua. E se non a noi, almeno ai nostri bambini.


Mi reputo una persona ottimista. La speranza è ed è sempre stata la mia qualità più grande. Ho sempre pensato che, insieme alle Scuole Internazionali, sia stata proprio la speranza, questa tenace, prorompente, inarrestabile dote a portarmi alla nomina al Nobel. L’ho sempre protetta, e lei mi ha guidato verso la libertà.


Eppure stanotte, davanti alle ferite di Mazì, davanti al ban delle ONG in Turchia, davanti ai ritardi in Kenya e davanti alla morte in Siria, fatico a trovarla nel mio cuore. C’è, lo so che c’è. La sento palpitare. E domani tornerà a brillare, ne sono assolutamente certo... ma oggi si nasconde. Oggi è tanto, tanto stanca.


E io con lei.


Non chiedo nulla stanotte. Niente donazioni né l’acquisto dei libri né di contattare il Parlamento o il Papa. Chiedo solo un po’ di calore. Non tanto per me, quanto per i bambini che serviamo e che sono ora più soli che mai.


Facciamoci tutti un po’ più vicini stanotte. Mettiamo da parte cinismo e malumori, teniamoci al caldo. Ne abbiamo tutti bisogno.


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©2020 by Nicolò Govoni.

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